Discinesia Scapolare

Una riflessione che voglio condividere con voi, presa da un articolo pubblicato sul Blog di Fisioscience (https://www.fisioscience.it/blog/discinesia-scapolare/)


La discinesia scapolare è comunemente intesa come una disfunzione in cui la scapola segue una cinetica impropria durante l’esecuzione di movimenti dell’articolazione-gleno omerale. Nell’arco del tempo è stata associata a condizioni dolorose di spalla in un’ottica di approccio clinico puramente biomeccanico, si è sostenuto inoltre potesse incidere sull’efficienza del complesso articolare spalla.

Cosa si intende quando si parla di discinesia scapolare?

La discinesia scapolare si definisce come un’alterazione della normale posizione o del movimento della scapola durante i movimenti dell’articolazione gleno omerale [1].

Difatti Dis (alterazione di) cinesia (movimento) si riferisce ad una perdita del normale controllo motorio che annovera molteplici cause strutturali, come frattura di clavicola, cifosi toracica o instabilità articolare relativa all’acromion-claveare o cause neurologiche, quali ad esempio le paralisi del nervo accessorio spinale o toracico lungo. La discinesia scapolo toracica include tra i fattori eziologici anche i tessuti molli, con particolare attenzione a “stiffness” di piccolo pettorale e capo breve del bicipite, che potrebbero accentuare un tilt anteriore e protrazione, o ancora può essere presente in soggetti che mostrano un GIRD (gleno internal rotation deficit).

In letteratura si è parlato anche di “SICK” scapular syndrome [3], che è l’acronimo di Scapular malposition, Inferior medial border prominence, Coracoid pain and malposition e dysKinesis of scapular movement, come una condizione che potesse causare problematiche di spalla.

Bene! Ora la domanda sorge spontanea: cosa intendiamo quando parliamo di “normale posizione della scapola”?

E che posizione o movimento dovrebbe seguire la scapola in condizioni cosiddette “normali”?

Per rispondere a queste domande Kibler et al. [4] hanno provato a classificare in 4 patterns principali la discinesia. Discinesia scapolare, classificazione secondo Kibler:

  • Tipo 1: identificata come una prominenza dell’angolo infero-mediale di scapola con perdita di controllo scapolare su un asse orizzontale parallelo alla spina scapolare;
  • Tipo 2: rappresentata dalla prominenza dell’intero margine mediale della scapola;
  • Tipo 3: situazione in cui il bordo superiore della scapola resta elevato e si associa un’anteriorizzazione;
  • Tipo 4: condizione di simmetria scapolare in cui anche durante i movimenti viene osservata una rotazione simmetrica [4].

Sulla posizione scapolare a riposo non esiste un consensus ad oggi che stabilisca una posizione definita “normale”.


Ad oggi la letteratura ci dice che la discinesia scapolo omerale si riscontra in correlazione a molte patologie, ma “ancora non conosciamo la precisa relazione tra patologia e discinesia scapolo toracica perché. a seconda della patologia, potrebbe essere causa o conseguenza” [5]. In caso di paralisi del nervo probabilmente sarà una conseguenza, in caso di problematiche di cuffia dei rotatori o instabilità multidirezionale di spalla può essere sia causa sia conseguenza, ma non è possibile definire una correlazione diretta.

Anche se si pensa al dolore, si sa con certezza che ci si riferisce ad “un’esperienza multisensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno” (definizione IASP), in una visione sempre più biopsicosociale del paziente. Pertanto, risulta limitante e non idoneo associare il dolore ad una sola alterazione di movimento o posizione in mancanza di evidenze.

Dobbiamo correggere la discinesia scapolare?

Molti autori si sono chiesti se avesse senso trattare la discinesia scapolo toracica, alcuni studi riportano come in condizioni di spalla dolorosa lavorando con un programma di esercizio rivolto al controllo motorio scapolare ne conseguono degli ottimi risultati in termini di dolore ma “non sono apprezzabili differenze nella cinematica scapolare [6]. Cosa significa? Al momento non sono presenti evidenze che dimostrino una capacità di cambiare il posizionamento scapolare o un’alterazione di movimento, restano però evidenti i risultati positivi su outcome come dolore o funzione di un programma di esercizio focalizzato sul controllo motorio scapolare.

È importante sottolineare, inoltre, come clinicamente l’utilizzo dei test mirati a valutare il coinvolgimento del movimento scapolare nella condizione clinica del paziente, ad esempio attraverso una modifica del sintomo, sia una pratica utile che indica la necessità di includere la scapola nel percorso terapeutico!

Conclusione

Stando alle evidenze presenti ad oggi, essere in presenza di discinesia scapolare non è sinonimo di patologia ma può rappresentare un adattamento funzionale. Nella pratica clinica ha senso concentrarsi sulla discinesia scapolo omerale e programmare esercizi terapeutici rivolti al miglioramento del controllo motorio se dai test risulta essere coinvolta nella sintomatologia dolorosa.

Bibliografia

  1. Kibler WB, Ludewig PM, McClure PW, et al. Scapula summit 2009. J Orthop Sports Phys Ther 2009
  2. Borstad JD, Ludewig PM. The effect of long versus short pectoralis minor resting length on scapular kinematics in healthy individuals. J Orthop Sports Phys Ther 2005
  3. The disabled throwing shoulder: spectrum of pathology part III: the SICK scapula, scapular dyskinesis, the kinetic chain, and rehabilitation
  4. Kibler WB, Uhl TL, Maddux JWQ, et al. Qualitative clinical evaluation of scapular 55 dysfunction: a reliability study. J Shoulder Elbow Surg 2002
  5. Ludewig PM, Reynolds JF. The association of scapular kinematics and 57 glenohumeral joint pathologies. J Orthop Sports Phys Ther. 2009
  6. Shoulder Function and 3-dimensional Kinematics in People With Shoulder Impingement Syndrome Before and After a 6-week Exercise Program. Philip W McClure et al. Phys Ther.2004 Sep.